Valgerola, 13 agosto 2019   |  

Valgerola restaurata una antica cappelletta

Sabato 10 Agosto, inaugurazione della restaurata Edicola votiva ottocentesca e del suo affresco, intitolato alla Madonna con Bambino tra i santi Giuseppe e Antonio Abate.

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Recupero dei beni artistici, rinascono anche le antiche Madonnine dei viandanti in Valgerola. Sabato pomeriggio, intorno alle 17 si è tenuta in località Volta di cavai, a Fenile, frazione di Gerola Alta, Valtellina, l’inaugurazione della restaurata Edicola votiva ottocentesca e del suo affresco, intitolato alla Madonna con Bambino tra i santi Giuseppe e Antonio Abate.

La popolazione, ha vissuto con grande partecipazione l’evento, era presente praticamente tutta Fenile tra residenti e villeggianti, interveniva il sindaco di Gerola Alta Rosalba Acquistapace, il comandante dei Carabinieri della caserma dalla vicina Morbegno Antonio Sottile, la restauratrice Greta Acquistapace, i parroci operativi in Valgerola, i vertici della Pro Fenile. Prima si è svolta la messa, i frazionisti e organizzatori dell’evento hanno consegnato un mazzo di fiori a Greta Acquistapace, professionista formatasi in Svizzera a Lugano come Conservatrice restauratrice, e che ha anche fornito la relazione tecnica dell’intervento effettuato.

Intervento che si è svolto sotto la supervisione e in collaborazione con la Soprintendenza ai beni architettonici e artistici della Lombardia. I lavori recuperano e consolidano, un luogo di fede e un bene artistico e storico, intervenendo sia sulla struttura muraria della cappella, sia sull’affresco, assicurandone la conservazione per il futuro, conservazione che si presentava ormai molto compromessa.

La restauratrice ha lavorato a lungo, interfacciandosi e confrontandosi con l’architetto Matteo Dell’Oca, in una piccola impresa che è stata resa possibile dalle collette tra i parrocchiani, da raccolte di fondi effettuate attraverso tornei di burraco, gioco di carte e con l’interessamento del Comune e fondi di Ecomuseo Valgerola.

L’affresco è stato consolidato e ne sono state integrate le lacune, i segni del tempo, le crepe, attraverso un lavoro di ritocco, che la stessa restauratrice ha definito «Molto rispettoso dell’opera», garbato, sviluppato secondo azioni e scelte di compatibilità cromatica complessiva e velature sovrapposte di tinta più tenue rispetto alle campiture originali, mirate ad «abbassare il disturbo arrecato dalle parti di intonaco dipinto mancanti»

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