Martedì 25 marzo, presso la sede dell’Ambrosianeum a Milano, si è svolto l’incontro “Perché tornare pellegrini in Terra Santa?”, organizzato dall’associazione Oasi di Pace e da Diomira Travel. A partecipare all’evento sono stati Fabio Pizzul, presidente della Fondazione Ambrosianeum, Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di ebraismo presso l’Issr di Milano, Monsignor Giuseppe Scotti, segretario della Conferenza Episcopale dei Vescovi Lombardi, e Adriana Sigilli, presidente di Diomira Travel e Oasi di Pace Aps.
Nel corso della serata, è stato trasmesso un videomessaggio del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca dei Latini a Gerusalemme, che ha offerto una riflessione sulle difficoltà e le sfide attuali nella Terra Santa. L’incontro ha esplorato temi di grande rilevanza, dalla situazione di conflitto e le condizioni dei territori di Gaza, fino alla vita quotidiana a Gerusalemme. Sullo sfondo, venivano proiettate immagini evocative della Terra Santa, tra cui quelle delle miniere di Salomone e della Chiesa della Natività.
I relatori hanno sottolineato l’importanza della ripresa dei pellegrinaggi in Terra Santa, un ritorno che, seppur lento, è progressivo e carico di significato. Non si trattava solo di un ritorno alla normalità, ma di un’opportunità unica di visitare luoghi intrisi di storia e spiritualità, specialmente in un momento così significativo come la Pasqua.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha sottolineato nel suo intervento “quanto la situazione attuale, sebbene inizialmente migliorata con il cessate il fuoco, è tornata difficile. Nonostante la serenità nei movimenti e pellegrinaggi, persiste il vuoto lasciato dalla mancanza di pellegrini e le difficoltà economiche, in particolare per le famiglie cristiane di Gerusalemme e Betlemme, che attendono da oltre un anno un ritorno che dia loro speranza e una vita migliore”.
L’incontro ha rappresentato un’occasione importante per riflettere sull’importanza del pellegrinaggio non solo come viaggio fisico, ma come percorso di rinascita spirituale e sostegno a una comunità che continua a sperare nella pace e nella solidarietà internazionale.